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Classica

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Classica

L’importanza di chiamarsi “Classica”

Se ancora non fossero chiari i motivi per cui noi oggi abbiamo argomenti così vasti da trattare, mille generi musicali da scegliere e altri mille da scartare dai nostri gusti, oggi vorrei approfondire un po’ nei dettagli tutto ciò.

Cominciamo subito ponendo come esempio un giovane dei giorni nostri che ha interesse a studiare musica, ma mira a voler imparare “Jazz” e dice: “Ho sentito proprio ieri un CD di Chik Corea e mi ha affascinato, voglio imparare a suonare questo genere”…………benissimo, comincia a rimboccarti le maniche allora perché dovrai partire dalla “Classica”.

Quando dico Jazz ovviamente lo prendo solo come esempio, è come dire qualsiasi altro genere di musica ed è impensabile separarli dalla radice, è come dire un palazzo senza fondamenta, come se ti mancasse il pavimento sotto i piedi e difatti, in conservatorio, se ci si volesse iscrivere al corso jazz è considerato come postdiploma e i motivi non sono soltanto di livello culturale ma anche di livello tecnico.

Andando ancora di più nel dettaglio vorrei aggiungere dell’altro; sappiamo tutti che ci sono strumenti come il violino, il flauto, la nostra voce stessa e un po’ tutti gli strumenti che possono far parte di un orchestra che presi singolarmente non riescono a creare un armonia e che, appunto nel caso dell’orchestra, scaturisce da  tutto il suo insieme…ma allora perché nel corso di studi ad esempio di un violinista esistono materie di armonia e addirittura di pianoforte??? Perchè se devo suonare il violino devo imparare anche a suonare (almeno le basi) il pianoforte??? Perché il pianoforte è considerato il padre di tutti gli strumenti e la musica Classica la madre di tutti gli altri generi???

Credo che ormai ogni risposta sarebbe superflua!!!

Esempi come questi se ne possono citare parecchi, dal perché se vuoi studiare composizione elettroacustica devi prima studiare tutte le altre tecniche compositive al perché se vuoi diventare un fonico che si rispetti devi essere prima di tutto un musicista o avere quantomeno delle conoscenze al riguardo…e detto ciò non sorge la domanda:”Ma i discografici italiani si occupano di musica o di marketing?” Quanti sono oggi gli addetti ai lavori che sono effettivamente acculturati musicalmente? Non è questo alla fine dei conti che vi viene da pensare ascoltando questa nostra musica? Perché succede questo?

Perché molte di quelle cose che possono sembrare superflue in realtà sono IMPORTANTISSIME!!!

 

A conferma che noi metallers e rockers siamo fatti di un’altra pasta e ancora a conferma che la musica è una e una soltanto, quest’anno in conservatorio per una materia di analisi, sono riuscito a convincere il mio maestro (approfittando anche della sua anima rock)  di analizzare un pezzo dei Pink Floyd “One of these days” con gli stessi criteri adoperati per qualsiasi altro tipo di composizione e per chi volesse scaricarla la troverà qui in allegato e ovviamente se avete domande da rivolgermi sono sempre a vostra disposizione.

 

Credete che il mio maestro avrebbe acconsentito se gli avessi proposto di analizzare un pezzo di Max Gazzè???

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