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Cicatrizzare le ferite con metodi naturali

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Cicatrizzare le ferite con metodi naturali

Cicatrizzare le ferite con metodi naturali

Quante volte vi è capitato di tagliarvi mentre vi dilettavate nel Fai Da Te? Ad ogni piccolo taglietto, corriamo a prendere disinfettante e cerotto, per far rimarginare la ferita sanguinante.

In passato certi taglietti non davano clamore, non si accorreva per un qual niente e quando invece le ferite erano veramente profonde, non si avevano dei mezzi abbastanza veloci per poter andare in un ospedale e farsi medicare. Come facevano perciò i nostri avi a curarsi? Con il tempo abbiamo dimenticato le vecchie usanze, che non solo erano più economiche, ma rinforzavano gli anticorpi.

In televisione non si fa altro che parlare di igiene, dell'eliminazione dei batteri, di sterilizzare il bucato, ma tutta questa igiene, fa davvero bene? Come in ogni cosa "il troppo storpia", sia in eccesso che in difetto. Perciò se puliamo troppo poco portiamo alcuni tipi di malattie, ma se puliamo troppo, forse è anche peggio, soprattutto per i bambini. Dobbiamo sapere che la nostra pelle è continuamente attaccata da germi patogeni, non ci ammaliamo perchè abbiamo creato le nostre difese immunitarie. Se questi germi non ci sono (perchè puliamo troppo spesso) il nostro corpo non ha bisogno di creare delle difese, basta così un nun niente che ci ammaliamo subito. Secondo alcuni studi scientifici, infatti, si è riscontrato un aumento di bambini che soffrono di allergie di vario tipo, fenomeno direttamente proporzionale alla troppa igiene che si dà alla casa. Anche l'uso di disinfettanti per le piccole ferite non è una scelta consigliata, anzi, sarebbe proprio meglio ritornare ai vecchi procedimenti, meno sterilizzati, ma più fortificanti per lo stimolo che diamo al nostro corpo, creando difese immunitarie.

I metodi tradizionali consistono in cose semplici e naturali, i più utilizzati erano lo zucchero, le pale di ficodindia e l'aloe vera.

ZUCCHERO

Lo zucchero è un cicatrizzante potentissimo, riesce a guarire ferite di ogni tipo, anche di una certa gravità. Questa cura alternativa è stata utilizzata su Alan Bayliss, un ingegnere di 62 che aveva subito l'amputazione della gamba sopra il ginocchio. Nonostante le cure, la ferita non riusciva a rimarginarsi completamente. Un docente di scienze infermieristica, Moses Murandu, proveniente dallo Zimbabwe, decide di utilizzare una vecchia tecnica insegnatagli dal padre, che consisteva proprio nell'utilizzo dello zucchero. Applicò un intero barattolo sulla ferita e nel giro di due settimane, la ferita guarì completamente. Ma perché succede? C'è una spiegazione scientifica ovviamente, in pratica lo zucchero cosparso sulle ferite assorbe l'acqua di cui hanno bisogno i batteri per crescere e moltiplicarsi, favorendo la cicatrizzazione.

 

ALOE VERA e FICO D'INDIA


L'aloe vera è diventata la mascotte della cura naturale alternativa, facile da coltivare, a portata di tutti. E' una pianta curativa, sia per uso interno che esterno: antinfiammatoria, antitumorale, lenitiva antiprurito, ostacola la crescita di virus, rallenta l'invecchiamento della pelle, è cicatrizzante.

Se abbiamo una ferita, basta prenderne una foglia, tagliarla a metà e appoggiare la parte gelatinosa sulla ferita per qualche minuto, a seconda della grandezza e profondità. Appena la ferita avrà finito di sanguinare, ricopriamola con una benda, in modo che non si riapra.

Per quanto riguarda il fico d'India, la procedura è la stessa, anche se dovremmo fare attenzione alle sue spine. Non sono pericolose, però quando rimangono sotto pelle sono abbastanza fastidiose, eliminiamole tagliando la parte con un coltello, poi procediamo al taglio centrale della pala, così da poter appoggiare sulla ferita l’area gelatinosa (stesso procedimento dell'aloe).

Unico inconveniente: bisogna avere pazienza. Anche se hanno un forte potere cicatrizzante, la ferita non si rimargina all’istante, ma il risultato è sicuramente eccellente.

 

Queste tecniche possono essere utilizzate anche su ferite di grossa entità, ma solo a scopo di primo soccorso, per frenare il flusso di sangue, dopo ciò è sempre consigliabile farsi visitare da un medico.

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