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Clash - London Calling

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Clash Clash

London Calling, ovvero "Londra chiama". Chiama alla guerra,alla morte,alla distruzione. La chitarra martellante e ripetitiva di Joe Strummer scandisce le parole di quella che è la traccia-emblema dell’album,non a caso posta proprio come prima canzone e non a caso con lo stesso nome dell’album. London Calling rappresenta sicuramente un disco impegnato,ricco di richiami a situazioni politiche dell’Inghilterra del tempo: “the guns of Brixton” è un chiaro riferimento alla difficile situazione del quartiere inglese degli immgirati, mentre in Clampdown gli orizzonti si allargano verso i più effimeri e crudeli crimini nazisti del secondo conflitto mondiale. Non mancano neanche i richiami alla dittatura Franchista in Spagna, presenti in “Spanish Bombs”. L’album però si chiude con un tema molto più vicino a noi,quasi come a sottolineare che la tendenza e la condizione dell’uomo è sempre la stessa: trovare un punto fermo,qualcosa a cui aggrapparsi.

“Train in vain” tratta proprio di questo: la storia di un amore finito, un amore su cui il protagonista del pezzo contava per sopravvivere,un amore a cui affidarsi con tutte le proprie forze ma che purtroppo finisce, lasciando ancora quel senso di smarrimento e di solitudine. “Posso cavarmela senza tutte queste cose,ma senza il tuo amore non ce la farò” è uno degli ultimi versi scanditi da Strummer quasi come una sentenza. Forse quello di Joe è lo stesso amore che aveva sognato Neil Young qualche anno prima, quando in Old Man esprimeva tutta la sua solitudine tornando a casa da solo, ormai vecchio e stanco. La stessa cosa affermerà Johnny Cash molti anni dopo in quello che è il suo brano più famoso, considerato il suo testamento: Hurt. Anche qui il cantautore americano avverte il senso di smarrimento e di tristezza nonostante il suo “impero di fango” un impero fatto di trasgressioni e esperienze al limite. Cosa ci rimane per sentirci vivi quindi se non tendere all’ Infinito?

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