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La bavarese al mandarino

Ingredienti:

4 mandarini

250 ml di latte

150 grammi di zucchero (saccarosio)

1 dl di panna

3 rossi di uovo

3 fogli di colla di pesce

 

Preparazione:

Prendiamo la colla di pesce e mettiamola in un ciotolino, riempiendolo di acqua fredda.

Prendiamo uno sbattitore per i tuorli per unificarli insieme allo zucchero, ottenendo una miscela giallo-pallido. Riscaldiamo il latte e uniamola alla gelatina strizzata (sbattere bene per prevenire la formazione di grumi). Montiamo la panna, mescolandola dal basso verso l'alto in modo delicato. Così facendo, avremo ottenuto una crema: versiamola in delle formine da budino e lasciamo raffreddare in frigo per 2/3 ore.

Quando verrà il momento di servire il piatto, sbucciamo i mandarini, togliendo tutte le pellicine e le bucce e disponiamo gli spicchi intorno alla bavarese.

 

 

Per saperne di più sul mandarino, andate al seguente link --> Il mandarino

 

Leggi tutto...

Il mandarino

Gli agrumi sono dei frutti base della nostra alimentazione, sia per insaporire le carni, sia per le trasformazioni in marmellate o altri prodotti, o più semplicemente, consumandoli così per come sono, togliendo la buccia e staccando i vari spicchi per poi mangiarli.

Tra i tanti agrumi, oggi parleremo del mandarino. Il nome comune mandarino si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto. E' una varietà di agrume appartenente al genere Citrus e alla famiglia delle Rutacee. E' originario dell'Asia orientale, in particolare della Cina, non ama le basse temperature, per questo si è adattato solo alle zone calde, come il Mediterraneo o l'America del Sud. È uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro ed al pomelo, l’unico dolce tra questi tre. Con “originale” si intende che inizialmente esistevano solo queste varietà, solo successivamente sono nate le altre, come l’arancia o il limone.

In Italia la zona più adatta a questa coltivazione, è il sud (specialmente in Sicilia e Calabria). E’ un albero che raggiunge i 2 metri di altezza, in alcune varietà fino a quattro metri. Le foglie sono piccole e profumatissime. Il frutto è di forma sferoide, un po' appiattito all'attaccatura, e si lascia cogliere facilmente. La polpa è di colore arancio chiaro, costituita da spicchi facilmente divisibili, molto succosa e dolce. La buccia è di colore arancione, sottile e profumata. È particolarmente semplice da rimuovere con le mani, proprio in quanto scarsamente attaccata alla polpa. Ha un profumo agrodolce e aromatico come la clementina; il gusto è molto dolce e buono.

Vi sono diverse varietà di mandarino: satsuma o mikan, avana, paternò e la rarissima e protetta varietà del Mandarino tardivo di Ciaculli dal sapore zuccherino che, viene coltivato nell'omonima frazione di Palermo, nel cuore della pianura Conca d'oro. Poi vi sono la Tangeri e le Clementine, ma queste non possono essere classificate come varietà di mandarini, perché sono degli ibridi, il 1° tra il mandarino e l’arancia, il 2° tra il mandarino e l’arancia amara. Il Tangerino ha la buccia di c
olore arancio acceso; il peduncolo esce da una piccola protuberanza (come in certi limoni); le foglie sono più larghe.

Occorre un clima fondamentalmente caldo, con una buona umidità, ed inverni non particolarmente rigidi, teme moltissimo le escursioni tra notte e giorno. Le temperature ottimali per la sua germinazione, partono dai 13 ai 30 gradi centigradi, al di fuori di queste temperature, la germinazione rallenta o si arresta del tutto. Il vento è un'altra causa di sofferenza per questa pianta, mettiamola in un posto riparato dal vento o per lo meno utilizziamo dei teli appositi con i quali ricoprire la chioma, evitando così sfregamenti e rotture dei rami.

Il mandarino è una pianta che adora l'umidità, perciò non facciamogli mai mancare l'acqua, sia nei primi periodi di vita, sia durante il caldo estivo, ricordandoci di innaffiare solo la mattina presto oppure la sera tardi, quando il sole è già tramontato.

Se dobbiamo trapiantare uno o più esemplari, scegliamo come periodo quello primaverile, così che le probabilità delle gelate notturne si siano azzerate. Non ama terreni argillosi, è sempre meglio il classico "medio impasto", un PH neutro e ricco di humus.

Impieghiamo spesso concimi, diserbanti e insetticidi. Le erbe infestanti "rubano" acqua e sostanze nutritive alla pianta, i diserbanti vanno immessi nel periodo che va da aprile a giugno, subito dopo la triturazione delle erbe infestanti che si sono accumulate sul terreno nei mesi precedenti. Per quanto riguarda i parassiti, sia animali che vegetali, possiamo citare il Mal secco, il cancro gommoso e la carie del legno (vegetali), cocciniglie (quella del fico, la bianca, a mezzo grano di pepe, etc), gli afidi, le mosche e gli acari (animali).

Per saperne di più sul Mal secco, andate qui--> Il mal secco degli agrumi

Per quanto riguarda i valori nutrizionali del frutto, è ricco di acqua (85,17 g/100 g), zuccheri (10,58 g/100 g), fibre (1,8 g/100 g) e vitamina C (26,7 mg/100 g), come il resto degli agrumi.

 

L'alta quantità di fibra e di acqua, contribuiscono a dare quel senso di sazietà quando li si mangia, ma solo nella sua versione a spicchi, non sotto forma di succhi o altro. Più il frutto è pesante, più la quantità di acqua è maggiore, e maggiore sarà la sensazione di sazietà da noi percepita. Attenzione però a non esagerare nella quantità, infatti mangiare troppi mandarini, per via della sua concentrazione di acido citrico, può provocare effetti lassativi.

Per quanto riguarda la trasformazione del frutto, vi sono varie possibilità, come succhi di frutta, marmellate ma anche ciambelle.

Sapevate inoltre che si può fare la bavarese con i mandarini?

Eccovi qua la ricetta! ---> Bavarese al mandarino

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Prepariamo il dado fatto in casa

Per dare un sapore in più alla nostra pasta o ad altri cibi, andiamo al supermercato, compriamo il dado bello e pronto e lo utilizziamo in cucina.

Ma questo strumento non è sicuramente un bene eccelso, è fatto industrialmente con scarti di bassa qualità. Se abbiamo veramente bisogno di questo prezioso strumento in cucina ma nel contempo vogliamo qualcosa di più sano e biologico, forse è meglio crearci il dado da cucina fatto in casa. Come? Con le parti di verdure che normalmente scartiamo, come le bucce delle carote, o le foglie estreme della lattuga, quelle più dure e trascurate, o la parte basale del finocchio e le foglie del sedano. Tutto ciò che normalmente buttiamo, può essere un ingrediente importante per il nostro dado da cucina, tutto a costo zero naturalmente.

 

 

Occorrente

    Contenitori per il freezer

    Scarti di verdure

    Contenitori del ghiaccio

    Sale (quanto basta)

    Olio Evo (quanto basta)

    Mixer

    Cipolla e aglio (a piacere)

 

Procedimento

Ogni volta che prepariamo della verdura per creare piatti crudi o cotti, creiamo sempre degli scarti, non buttiamoli. Prendiamo questi scarti e tagliamoli in cubetti, tutti della stessa dimensione, dopo ciò, mettiamoli in delle vaschette, cercando di non mischiare le verdure, congeliamo il tutto.

Dopo esser riusciti a raccogliere una buona quantità e varietà di verdure, mischiamole, cercando di tenere le giuste dosi, in modo che il dado non sappia troppo di "carota" o di "sedano" o qualunque altra verdura che abbiamo messo in eccesso.

Aggiungete una manciata di sale (aglio e cipolla a piacere) e tritate tutto con il mixer senza aspettare che le verdure si scongelino.

Ora aggiungiamo olio extra vergine d'oliva, quanto basta per ottenere una crema densa.

Mettete di nuovo il composto in freezer, dentro i contenitori per il ghiaccio, in modo da avere una monoporzione ogni volta che vi occorra per insaporire le vostre ricette.

E così avrete creato dei dadi economici, salutari e soprattutto gustosi!

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Coltivare la lattuga


Avete un piccolo appezzamento di terra e vorreste piantarvi qualcosa, ma non essendo pratichi, vorreste cominciare con qualcosa di semplice e veloce, perciò perchè non cominciare con la lattuga?

E' un ortaggio a foglia molto utilizzata in cucina, sia a crudo che a cotto, cresce abbastanza facilmente senza particolari cure, ha solo bisogno di quelle "basi", come acqua e concime nelle giuste dosi.

La lattuga (Lactuca sativa L.) è una pianta angiosperma, dicotiledone appartenente alla famiglia delle Compositae. Nel linguaggio colloquiale italiano essa viene spesso, ed erroneamente, chiamata insalata.

Esistono tante varietà, si distinguono dal colore, lunghezza, rotondezza, sapore più o meno

delicato, rugosità. Ecco un elenco delle più importanti:

ISABEL A CAPPUCCIO, ALEXIS A CAPPUCCIO,  BALLERINA CAPPUCCIO CHIARA, DOLOMITI ROSSA DI TRENTO,  BARBA DEI FRATI VERDE,  BARBA DEI FRATI ROSSA, FUNLY GENTILINA BIONDA,  TEIDE GENTILINA ROSSA, GHIACCIOLINA LATTUGA DEI GHIACCI ORIGINALE, ADELA ICEBERG,  MASAIDA BRASILIANA VERDE, GRAZER BRASILIANA A BORDO ROSSO, CHILIM ROMANA,  FERIA ROMANA A COSTA ROSSA, MANADE CANASTA, MAGENTA SUPERCANASTA, CARIOCA BATAVIA ROSSA,  MOHICAN BATAVIA ROSSA, LOLLO MIX BIONDA E ROSSA, FOGLIA DI QUERCIA MIX BIONDA E ROSSA, ZUCCHERINA CUORE DI LATTUGA, MORTARELLA DI PRIMAVERA O MINI-ROMANA.

 

Come per ogni pianta, dobbiamo decidere se partire da seme o comprare le piantine già belle e fatte. Con le piantine non solo si fa prima ed è più sbrigativo, ma la probabilità che la pianta riesca a sopravvivere è al di sopra del 90%, cosa che non si può dire se vogliamo partire da seme. Se comunque vogliamo fare questa "pazzia", seguite i consigli che vi daremo.

Il periodo di semina va da aprile fino a metà maggio. Di seguito troverete un video illustrativo per poter costruire un ottimo semenzaio: http://www.youtube.com/watch?v=PrDeRlwII0w

Ma per chi non vuole la sfida e complicarsi troppo le cose, vi consigliamo di comprare le piantine, complete di radici e un po’ di terra, le vendono a blocchi in scatole di polistirolo o di plastica. Per uscirle fuori, basta tirarle delicatamente.

Le condizioni ottimali per far crescere delle piantine di lattuga sono le seguenti:

1)      Temperatura ottimale di crescita 15-20°C. Con minima 5°C le piante non crescono. Si adattano comunque a qualunque temperatura.

2)      Dopo una decina di giorni dal trapianto, è necessario apportare del concime a base azotata.

3)      Mantenere costantemente pulite dalle infestanti le zone in prossimità delle piante.

4)      Non eccedere con le dosi d’acqua, innaffiare nelle ore serali quando la temperatura è troppo alta.

5)      Se si vogliono consociare altre colture, utilizzare le seguenti: carciofi, carote, cipolle, pomodori e ravanelli.

6)      Stare attenti alle gelate prolungate

 
La malattia più frequente e problematica della lattuga è la Bremia (peronospora della lattuga), tanto per intenderci quella muffa bianca che si sviluppa sotto le foglie. E' la malattia più pericolosa per questa specie.

Il patogeno si sviluppa meglio con temperature fresche (13-20 °C), e alte umidità (un velo di acqua liquida favorisce fortemente la germinazione dei conidi e l'infezione primaria).

Per non incombere in questo problema, evitate i ristagni idrici prolungati, eseguite concimazioni bilanciate.

Ai primi sintomi, o in presenza delle condizioni climatiche predisponesti la malattia, fare irrorazioni fogliari.

Impiegare prodotti specifici. Per es.: Pyraclostrobin + Dimetomorf (CABRIO DUO) , Ametoctradin + Dimetomorf (ENERVIN DUO), ametoctradin + metiram (ENERVIN TOP), oppure Metalaxil.

 

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